venerdì 2 gennaio 2015

D&D Next o Quinta Edizione (in Italiano).


Spulciando la mia collezione di cimeli di Dungeons and Dragons (la mia vecchia scheda del PG, le scatole ROSSA, BLU, VERDE ACQUA, NERA......per chi capisce) mi sono chiesto dove fosse arrivato il papà di tutti i giochi di ruolo "cartacei".... vedo poi tra i miei manuali copie (originali si intende) del manuale del Giocatore e del Dungeon Master 3.0 e 3.5 ............... non ho acquistato la 4a edizione per le fortissimi critiche ricevute e ora volevo vedere cosa avesse da offrire la 5a incarnazione di D&D..... anche se non ci gioco più mi piace leggerle e immaginare il mio gruppo in qualche bella avventura :-D

girovagando in giro scopro con mio enorme stupore che la 5a edizione non sarà tradotta in Italiano....
mi correggo, non sarà tradotta in nessuna lingua oltre l'Americano!!

Questa è una mazzata non da poco, il settore aveva cominciato ad affondare già dai tempi dell'uscita di Magic: The Gathering...... mi ricordo che fu un terremoto nel settore, non ce ne era per nessuno, i GDR cartacei avevano subito un danno che a quanto vedo non è stato ancora ripristinato.

Dopo aver letto qualche pagina qua e la di siti specializzati ho anche capito che dietro c'e' una ragione non solo realistica ma anche comprensibile.
Il settore è al collasso.... c'e' la convinzione che cercare una casa editrice estera e poi occuparsi di come lavora ecc. ecc. non ne vale più la candela!! probabilmente i numeri sono cosi piccoli ormai che non conviene imbarcarsi in joint venture di questo tipo per un prodotto che "non tira più" come un tempo (se calcoliamo poi che anche nei tempi migliori era pur sempre un prodotto di nicchia).

Insomma possibile che i giochi di ruolo su Computer e Console abbiamo cosi radicalmente spodestato il tavolo con schede, matite e dadi da convincere la casa editrice che non tradurre il loro prodotto sia un bene? Mi sento molto amareggiato e ho paura che un settore e sopratutto un genere cosi importante per me vada prima o pi a finire nell'oblio del dimenticatoio.

Possibile che ai ragazzi di oggi non interessi più incontrarsi a casa di qualche amico e farsi una sessione di D&D con dadi e matite? possibile che l'elettronica di consumo abbia cosi lobotomizzato le giovani menti dei nostri figli fino a fargli credere che stare davanti un pc con cuffie e microfono sia meglio che incontrarsi di persona? 

Per D&D 5a edizione in tutti i casi ci sono però delle belle sorprese:

Dal sito degli Editori Folli è possibile reperire materiale tradotto in Italiano, un applauso all'iniziativa.
Ora mi scarico un pò di materiale e ne parleremo più avanti.

Nel frattempo non buttate i vostri dadi mi raccomando.


13 commenti:

  1. Ciao,

    leggendo il post ho idea tu sia un giocatore della mia generazione, nato a metà anni 70, o giù di lì. Come ricordi correttamente il primo terremoto furono proprio i giochi di carte, che videro il mondo dei gdr colpito alla schiena proprio quando in italia sembrava che ci fossero i numeri per tradurre qualunque cosa.

    Io ho smesso di giocare con la 3a edizione, poi sono tornato, un po' riluttante riesumando la 2a.
    Adesso gioco, non con la fequenza di un tempo, ma gioco.

    Ho letto in pdf anche la 5a, che trovo un buon compromesso tra le varie edizioni, ma ho la sensazione che le condizioni non siano più quelle di un tempo. Occorre leggere troppo, in una lingua che non è quella materna, e le possibilità della rete e del mondo dei videogiochi sono infinite, immediate e a buon prezzo.

    Il nuovo mondo forse non permette certi romanticismi, i DM sono sempre meno, ma chissà, se si ha la pazienza di introdurre i giovani, quel passatempo che abbiamo tanto amato non scomparirà del tutto.

    Buona giornata.

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    1. Ciao!
      e si sono del 74, e anche io l'ultima incarnazione che giocai fu la 3.0 (ho acquistato anche i manuali della 3.5 ma purtroppo non l'ho mai giocata).
      Della 5 non ho letto molto finora, l'idea che non venga tradotta mi frena, a parte le regole base quello che amavo leggere erano le ambientazioni, i manuali di specializzazione dei Pg, i moduli geografici ecc ecc..... insomma anche il mondo che ci girava intorno mi piaceva e affascinava al punto di leggere i manuali anche se poi non li giocavo.
      Il mio cuore rimane fermo a D&D classico, e per classico intendo quello nelle scatole Rosse, blu ecc, li ci ho speso veramente tanti anni (tanti Fantastici anni) della mia vita. Senza dimenticare altri giochi con cui mi sono divertito, tra cui: I Signori del Caos, AD&D 2a ed, Talislanta, Cthuhlu, Cyberpunk, Elric il Negromante (di cui ho ADORATO i libri), Warhammer, GuRPS, GiRSA !!! insomma un mondo fantastico.
      Ps. mio figlio è ancora troppo giovane ma quando raggiungerà i 13-14 anni è assodato che si tirerà la sua scheda a D&D, su questo non ci piove, poi se se ne innamorerà come è accaduto a me potrà scoprire un mondo magnifico!!
      Come dico sempre: Chi non ha giocato ai giochi di ruolo ha vissuta una sola vita.
      Ciao.

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    2. Ciao,

      Condivido tutto a pieno, siamo talmente sulla stessa linea che magari ti farà piacere leggere qualche riga che butto giù di tanto in tanto sui nostri anni passati. Trovi tutto su: www.ortodelgrognard.blogspot.com
      In particolare anche io sono un fissato di ambientazioni, moduli geografici e avventure. Pare che il mondo moderno del gdr si stia concentrando, forse anche più che ai vecchi tempi, sulle meccaniche, ma il bello dei gdr sono i mondi inesplorati e le storie narrate nei libercoli pensate per essere giocate.

      E su questo punto provo a battere sul mio blog, perché c’è tanto di quel materiale fuori stampa disponibile gratuitamente in rete che manco potevamo sognarci all’epoca ed è spesso totalmente ignorato. Gran parte di questo, in italiano, come ricordi, fu edito da EG che vantava veri pionieri del settore, capaci di tradurre propriamente il linguaggio di quei moduli. Essendo i primi, l’impresa non era banale. Il risultato fu esemplare.

      Direi che già a 11-12 anni tuo figlio potrebbe essere pronto! Sento i dadi tintinnare già nel sacchetto!

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  2. Ciao,

    ti verrò a trovare sul tuo Blog molto volentieri, di appassionati "cotanei" non ne trovo più molti :-D

    Ciao a presto.

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  3. Mi intrometto nei vostri discorsi perchè con la notizia che D&D non sarà tradotto (per ora ) in nessuna lingua mi ha portato indietro nel tempo fino all'uscita di Advanced D&D seconda edizione..... per noi giocatori di D&D classico (scatola rossa) sapere che esisteva un altro gioco, con nuove opzioni e nuove classi e opportunità era una cosa fantastica (ahhhh che bella la gioventù :) ) ma non aver la possibilità di poterlo leggere per bene in italiano per un attimo ha smorzato i nostri sogni..... ma solo per un attimo..... Devo ringraziare AD&D se ora riesco a sopravvivere all'estero e non morire di fare o perdermi in posti lontani dall'Italia...
    Secondo punto vi segnalo che nonostante tutto le schiere di nuovi giocatori ci sono... per un certo periodo ho fatto da DM in un negozio della mia zona e siamo riusciti a racimolare circa 20 ragazzi dai 16 ai 30 anni (qualcuno anche più vecchio ma con persino un "bimbo" di 12 anni) e i ragazzi hanno voglia di giocare.... ovvio che il Master è un individuo ormai in estinzione..... :)

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    1. Ciao Shadar,
      è vero quello che dici, e i giocatori ci sono, o per lo meno ci sono ancora, quello che mi preoccupa è che il settore sta "perdendo" colpi vistosamente, insomma il non aver tradotto D&D è grave secondo me, calcolate poi che un gruppo di ragazzi di 13-15 anni non ha (nel 99% dei casi) una conoscenza dell'Inglese sufficiente ad iniziare una campagna ad un gioco di ruolo...
      Ti confesso che anche io e il mio gruppo se ai nostri tempi non avessimo avuto D&D tradotto molto probabilmente non ci avremmo mai giocato.....
      Speriamo tengano aggiornato Pathfinder e continuino a tradurlo a questo punto :-D

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    2. Eh eh eh, anche noi si è giocato all'Avanzato con le regole che potevamo; all'inizio eravamo sostenuti dall'esperienza fatta col D&D base, quindi mano a mano ci siamo affinati col nuovo regolamento. Ricordo che ogni volta che moriva un personaggio, uno dei giocatori veniva a suonare il campanello di casa mia per dirmi quale regola avevamo sbagliato, il che inficiava il risultato della partita. Eravamo ragazzini che lottavano per un posto nella vita nel gioco e fuori del gioco.

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    3. mi ero perso le vostre risposte.. scusate il ritardo... Vorrei spostare la visuale del problema sulla diersa tipologia di mercato del GdR. Nel senso che effettivamente il mondo RPG cartaceo nel mondo ha un discreto mercato ma che in Italia, diciamolo chiaro, è completamento affossato. Qualcosa si muove ma il punto più dolente è proprio il concetto di manuale di gioco necessario. Purtroppo le vacche grasse sono finite da tempo e nessuno dei giovani può permettersi, anzi, forse dovrei dire che non sente la necessità di spendere 90 euro per tre manuali di gioco per poter giocare di ruolo. Un grosso passo in avanti è stato fatto con la scatola base di Pathfinder (bellissima) che per 35 euro offre un sacco di materiale per giocare mesi e mesi. Il successo di giochi come Savage Worlds è dipeso molto dal costo esiguo del manuale di gioco. Per giocare non servono decine e decine di euro, ma con un solo manuale e la giusta dose di fantasia puoi creare delle buone sessioni. Credo che attualmente la quinta edizione segua il discorso di saturazione del mercato molto bene. Ovvio che sono sempre necessari tre manuali, ma il fatto di aver reso gratuito il gioco base sta "rivoluzionando" il concetto di core di un GdR.
      Ultima cosa riguardo la scelta di non tradurre D&D in nessuna lingua oltre l'inglese, e qui chiudo con una provocazione.... ma davvero i Ventenni di oggi si fermano davanti ad un inglese che se pur settoriale, è abbastanza semplice? o il problema siamo noi "esperti" che siamo pigri e non vogliamo più rileggere il testo in inglese? dopotutto fin dalla scatola rossa il mago ha sempre gli stessi incantesimi e una spada lunga ha sempre inflitto 1d8 danni o 1d10 se usata con due mani...... :)

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Salve a tutti! Sono uno sbarbatello di soli 17 anni drogato di fantasy e giochi di stampo simile... è capitato che poco tempo fa ad una fiera io e dei miei amici abbiamo scoperto il mondo di D&D (5e) ed avendo tutti gli stessi gusti è inutile dire che ne siamo rimasti affascinati, lasciando perdere la fiera e rimanendo al tavolo per giocare 6 ore di fila... il ragazzo dello stand ora ci fa da DM, ma non ha molto tempo e per riunirsi piu spesso cè bisogno che qualcuno di noi impari il ruolo del DM. Questo ragazzo mi ha detto vedendo come gioco che avrei le potenzialitá per diventare un buon DM. Il problema è che io e l inglese non andiamo d accordo e sebbene sulla pagina di EDITORI FOLLI il manuale del giocatore è tradotto (Fortumatamente)in italiano, quello del DM è in inglese... ed è ESTREMAMENTE lungo e (per me) complicato. Ho giá provato a vedere qualcosa e un po capisco, ma se devo imparare a fare il DM cosi ci metterò delle ere. Qualcuno di voi che ha avuto esperienze da DM mi saprebbe dare qualche dritta in generale che mi semplificherebbe lo studio del manuale? Ringrazio in anticipo

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    1. Ciao!
      allora, semplificarti il manuale di D&D non potrei neanche volendo, non l'ho letto neanche io!! Ho giocato alle versioni di D&D dalla "scatola rossa" fino alla versione 3.5, poi per motivi vari (famiglia, lavoro....) ho momentaneamente sospeso l'attività........ Il mio consiglio primario è di leggerlo in Inglese, per tantissime ragioni, e la più importante è imparare l'Inglese, a 17 anni PUOI !!!
      Come fare il DM è difficile da spiegare...... ma se hai già giocato sai benissimo se sei in grado, lo senti dentro, ed è bellissimo, sopratutto scrivere avventure e campagne e poi vederle prendere vita con i tuoi giocatori....
      La butto la, avete pensato a provare anche qualche sessione di Pathfinder ? è basato sulle regole di D&D (non la quinta) e ha riscosso un gran successone enorme.....ed è tradotto in Italiano e supportato molto bene.

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    2. Ciao …(Nome),

      beh, 17 non sono pochi! Noi ci si ingegnava già a 13, per me saresti stato un “grande”. ;)
      Comunque, prima alcune precisazioni: anzitutto Editori Folli ha tradotto anche la guida del DM (anche se non l’ho letta come Ath), mi pare sia divisa in due, regole base arbitro e regole avanzate arbitro. Quindi, volendo, hai a disposizione tutto il materiale necessario.
      Quindi, alcuni consigli: essere Dungeon Master, se vogliamo usare una parola italiana, invece dell’odioso “masterare” che si sente in giro oggi, vuol dire arbitrare una partita. Essere, in altre parole, il “mezzo” tra l’avventura e i giocatori. Tu decidi cosa fanno i Personaggi Non Giocanti e i Mostri, a seconda delle attitudini e caratteri descritti nell’avventura. Ora, se non vuoi leggerti subito tutto il manuale del DM, basta che ti scarichi un’avventura introduttiva in italiano. Se ne trovano tante su torrent, basta cercare (la Rocca sulle Terre di Confine, il Palazzo della Principessa d’Argento, La Città Perduta, meglio ancora se trovi il B1-9 che si chiama “In cerca d’Avventura” che contiene le prime storiche 9 avventure di D&D scatola rossa) . In 32 pagine avrai la tua sceneggiatura pronta, basta quindi fare una sostituzione uno a uno dei mostri consultando il bestiario di Next, perché in D&D base i mostri funzionano in maniera leggermente differente.
      Francamente, se hai letto il Manuale del Giocatore, quello del DM può attendere un poco. Tutte le regole necessarie le trovi già lì. Una volta era differente perché nella guida del DM trovavi informazioni che non venivano condivise con i giocatori (come i tiri per colpire), oggi ci trovi consigli generici per gestire l’avventura e gli oggetti magici, per farla molto breve.

      Noi partimmo così, a spron battuto, con un inglese scolastico, qualche modulo pronto e tanta fantasia. Buttati, farai degli errori, li faranno i tuoi giocatori, ma vedrai che vi divertirete ugualmente.

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