mercoledì 25 luglio 2018

Retromagazine, una rivista che parla di retrogaming Italiana.

Rivista Retrogaming Italiana




Numero 1 di una Rivista a cui auguro tanta fortuna.
Dove scaricarla: http://www.retromagazine.net/

Il retrogaming negli ultimi anni è cresciuto a dismisura, tenete conto che i prezzi dei "vecchi" computer e console sono cresciuti esponenzialmente.
Ormai chiunque parla di retrogaming, anche chi gioca con la playstion 2 ed è convinto di fare vero retrogaming!! ma ciancio alle bande e niente polemiche per piacere ! 
Questo numero è di poche pagine, ma d'altronde essendo il primo numero è comprensibile, diamo tempo agli autori di organizzarsi per bene, anche perché per il retrogaming di materiale di cui parlare ce ne sarebbe per 10000 pagine (a numero).

Ecco l'editoriale direttamente dal numero 1 (è di ottobre 2017).

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Editoriale
di Francesco Fiorentini

Benvenuti nel 1986... anzi no! Benvenuti al  primo numero di RetroMagazine, una rivista 
tutta italiana dedicata al mondo del retrocomputing scritta da appassionati per appassionati.
E’ da un po’ di tempo ormai che accarezzavo la romantica idea di una pubblicazione tutta
incentrata sul mondo retro e finalmente ecco il primo numero! Probabilmente anche molti di voi, come me, avranno visto in edicola delle riviste patinate e ben fatte dedicate ai computer ed ai giochi
della nostra infanzia (parlo per quelli che, come me, hanno purtroppo gia’ doppiato gli ‘anta ), ma per un motivo o per un altro ne sono rimasti delusi. Quindi da qui l’idea di scrivermela da solo e condividerla con chi ha la mia stessa passione, sperando sotto sotto, di esortarlo a collaborare e rendere cosi’ questa rivista piu’ grande, migliore, bella e piu’ ...nostra! Molte delle riviste che ho  trovato in edicola si concentravano principalmente sull’aspetto ludico del retrocomputing, tralasciando in  parte o del tutto l’aspetto tecnico e la programmazione delle macchine a noi tanto
care. Leggendo i vari blog, newsgroup, ed i gruppi facebook dedicati, ho scoperto di non essere il solo interessato anche all’aspetto tecnico e quindi vi preannuncio che il taglio dlela rivista andra’ proprio in questa direzione, senza pero’ tralasciare i giochi ed il divertimento! Arrivato ormai al mezzo del cammin di nostra vita, mi son ritrovato in una selva oscura... ops, mi sono ritrovato a riscoprire il piacere di conoscere e capire come macchine favolose come il C64, lo Spectrum, l’Amiga... venivano programmate e... mi si e’ aperto un mondo! Un mondo che vorrei condividere
con voi. Lungi da me il millantare competenze e l’arroganza di insegnare a chi ne sa’ piu’ di
me; il mio umile intento e’ solo quello di condividere con voi parte delle mie scoperte e perche’ no, di scoprire qualcosa insieme. Beh, credo di essermi dilungato anche troppo in questo primo editoriale, vi chiedo soltanto di apprezzare lo sforzo e per chi ne avesse voglia e tempo, di contattarmi per aiutarmi in questa avventura. Come dice qualcuno piu’ preparato di me, lunga vita al Commodore 64! Ed io aggiungo,  anche all’Amiga, lo Spectrum, l’MSX...
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La programmazione al tempo del Commodore 64.


Fortunatamente la rivista non parla solo di recensione di giochi, ma anche di utility e trucchetti, in questo numero vedo anche un listato per Commodore 64: La compilazione di un listato era un'operazione lente e dolorosa per i ragazzi di quel periodo, anche se era divertentissimo e ti dava una soddisfazione enorme scrivere il codice e poi tramite il fatidico RUN vedere eseguire il programma dal computer. A quel tempi (de C64) quando accendevi il PC ti appariva la schermata del Basic con il cursore lampeggiante (READY), il computer era li, pronto, e aspettava che tu gli dicessi cosa fare.
Questa cosa, secondo me, è stata uno dei maggiori motivi che invogliava e plasmava giovani programmatori a provare e sperimentare, d'altronde cosa altro fare? il prompt del Basic era magico. Certo, tante persone ci giocavano e basta, tanto che alcuni reputano il C64 una console... ma alcuni di noi no, alcuni venivano instradatati nel mondo della programmazione proprio così, si partiva con delle semplici righe in basic fino ad arrivare, nel giro di pochi anni alla compilazione di codice Assembler. Tenete conto poi che sistemi come il C64 non richiedevano Team di sviluppo particolarmente numerosi (anche se c'erano ovviamente), bastavi Tu per fare praticamente tutto, grafica, musica e codice.
E' oltremodo  inutile paragonare la cosa con i sistemi attuali e sopratutto con le produzioni attuali, ormai abbiamo per le mani film interattivi che reagiscono ai nostri comandi, anche se devo dire che le produzioni attuali hanno guadagnato tantissimo di aspetto, ma hanno perso qualcosa di anima.

Un retrosaluto a tutti,
READY.

Commodore 64



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